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venerdì 26 ottobre 2012

Il partigiano John, come lo intendo io

Allora, dico la mia a costo di passare per vecchio bigotto.
Non lo so mica, se mi ha fatto ridere questa versione commercial-gastronomica del Partigiano John scovata in rete. Fare una versione demenziale di una canzone è diritto di ogni musicista, ed esserne l'oggetto, è anche un po'  riconoscimento di notorietà.
Nulla da dire quindi sul concetto, anzi, tante grazie.
Di fatto però, con tutti i testi firmati da Caudullo/Bonino/Casacci/Catania in trent'anni di carriera, a mio modesto parere, Il Partigiano John potevano lasciarlo lì dov'era, che non dava fastidio a nessuno.
Anzi no, potevano lasciarlo lì dov'era proprio perché forse dava ancora fastidio a qualcuno.
Poi uno dice Dove siamo andati a finire? ecco appunto, Dove siamo andati a finire?
"La situazione è tragica ma bisogna trovare il modo, anche comico, per andare avanti" è stato il commento di qualcuno a questo video postato su Facebook.
Ecco, appunto. Ma è anche per questo continuo togliere valore alle cose, che la situazione è tragica, anzi grottesca.
Non ho nulla contro le versioni strampalate dei brani, non è questo il punto. E non è neppure che io non sappia stare al gioco. Il punto è la situazione che stiamo vivendo e il significato delle cose che ci stanno attorno. Quelle poche che un significato forse ancora ce l'hanno.
Un gruppo delle nostre valli che fa una versione comica di una canzone del più noto gruppo delle nostre valli mi sembra un'idea azzeccata, un gruppo delle nostre valli che fa una versione comica di un testo che parla di un argomento ben preciso delle nostre valli, mi sembra un'idea decisamente meno azzeccata.

Se c'era un momento dello spettacolo in cui fino al mio ultimo concerto con gli Africa Unite, un solo momento in cui fossi ancora capace di emozionarmi e di avere la pelle d'oca ogni volta, se c'era un solo momento in cui io avessi un motivo vero per stare su quel palco con gli altri, questo momento era Il Partigiano John, comprese le parole che Madaski si prendeva la briga di dire prima di suonarla, a ogni concerto, sera dopo sera, da diciotto anni a questa parte.
Per questo sono stato, e sarò sempre, un Africa Unite.

Mi viene in mente quel'articolo di Paolo Nori della settimana scorsa, che diceva che la canzone Bandiera rossa, non dovrebbe finire con la strofa «Evviva il PD e la libertà», dovrebbe finire con la strofa «Evviva il comunismo, e la libertà».
Ecco per me, con le dovute proporzioni, per me Il Partigiano John non dovrebbe finire con la strofa "La focaccia, sulla focaccia", dovrebbe finire con la strofa "Dritto in faccia, sì, dritto in faccia".
Perché per me, come diceva Nanni Moretti a proposito dell'abbraccio, io lo dico a proposito della parola, per me la parola ha un significato ancora ben preciso.
Vale anche per te.

Ora forza, datemi del vecchio bigotto, porgerò l'altro guanciale.

lunedì 8 ottobre 2012

Anatomia musicale di una foto su facebook

Qualche giorno fa mia cugina Elena ha pubblicato su facebook delle foto in cui ci sono io sul palco con i Disco Inferno, saranno passati quindici anni, da quel momento lì.
Che io non suonavo mica nei Disco Inferno, suonavo negli Africa Unite, ma eravamo tutta una ballotta, così si diceva a quei tempi nel periodo post-Neffa, una ballotta.

E niente, in queste due o tre foto c'è questa ballotta che comunque è tutta da raccontare, rivederla adesso. Il cantante con la parrucca blu, all'epoca si faceva chiamare Priscilla, ora si chiama Roby ed è il cantante dei Pellicans, gruppo di musica reggae di cui ho già prodotto il primo album, e adesso stiamo per mixare il secondo, che uscirà per l'etichetta Lady Lovely.
Rossano, il chitarrista dei Disco Inferno di quel periodo, era un amico carissimo di Balistica, che sarebbe poi diventato il chitarrista della WAH Companion.
Un'altra persona che c'è in una delle foto, quella persona leopardata con la parrucca viola, si chiama Veronica, era poi finita a fare delle cose con i Subsonica, e adesso non fa più niente, se proprio deve fare delle cose, fa solo più delle cosine piccole, come dei tour mondiali con Tricky.
Poi sempre in quelle tre foto lì, che la pagina su facebook è una sola ma le foto sono tre, in una di quelle tre foto lì, vicino a mia cugina c'è Sara, che è una mia carissima amica, che dal vivo è una patata, in quella foto lì è anche una patata, con lei eravamo molto amici, poi ci siamo un po' persi dopo il 2001, poi adesso da qualche anno ci siamo ritrovati, che nel 2001 lei abitava fuori dall'Italia, ci eravamo scritti delle lettere, a me era scappata questa cosa che l'undici settembre non mi stupiva ci fosse stato, e che bisognava aspettarselo, e forse almeno adesso cambiava qualcosa, nella dinamica delle relazioni internazionali. Che in effetti l'avevo forse sparata un po' grossa, anche se non è che poi adesso io la pensi in maniera diversissima, ma forse, come l'avevo detta quella volta lì, l'avevo formulata forse male. E quindi niente, dopo, per divergenze di opinioni, non ci eravamo più sentiti per degli anni.
La cosa buffa, questa Sara è la sorella di Giovanna, che ci aiuta a stare dietro ai conti (inesistenti) dell'etichetta Lady Lovely, e canta anche con i Pellicans,  gruppo di musica reggae di cui ho già prodotto il primo album, e adesso stiamo per mixare il secondo. Quindi quella rasata a zero nella foto, è la sorella di quella dell'etichetta che adesso canta con quello che nella foto ha la parrucca blu, in un gruppo di musica reggae che produco io, che nella foto sono quello con i capelli lunghi e i baffi, e adesso che ci penso non ve l'ho detto, ma a un certo punto questo qua con la parrucca blu aveva cantato anche in uno dei miei progetti che si chiamava Limite, dove c'erano Kasko, il batterista della futura WAH Companion, e Andrea Pollone, futuro WAH Companion e Lady Lovely pure lui, che era il fratello Sergio Pollone, che nella foto è un po' nascosto ma si vede, perché all'epoca era il batterista dei Disco Inferno e anche fidanzato di Veronica, quella leopardata con la parrucca viola.
Vi siete persi?
Non importa, vado avanti.

Abbracciata alla patata c'è mia cugina Elena, mia cugina Elena, quando i miei mi regalarono la mia prima chitarra elettrica, una Melody made in Italy, l'unica chitarra al mondo basata sul modello Stratocaster ma col peso di un Les Paul, io non sapevo suonare quasi niente e guardavo con invidia e ammirazione mia cugina Elena che suonava con la mia chitarra Melody e il mio amplificatore Gorilla, E cosa suonava? direte voi,  suonava I wanna be your dog degli Stooges e I don't care dei Ramones, e sì che li imparai da lei, quei riff incisi sulla pietra della storia del punk-rock.
Nella foto accanto si vede anche Lucia, che era compagna di classe di Kasko, e che ora è la moglie di Paolo Gambino detto Il Greco, che nella foto non si vede, ma sarebbe poi entrato anche lui nei Disco Inferno come tastierista, adesso non suona più nei Disco Inferno, suona con Eugenio Finardi. Che poi Lucia, rimane pur sempre la sorella di Demetrio, buon amico da cui io comprai una telecaster nera  dopo eterne serate nel loro gazebo a suonare Lynyrd Slynyrd e Rolling Stones, la stessa telecaster nera che vedete nella foto in mano a me, che sono quello coi capelli lunghi e i baffi.
Continuiamo coi nomi dei presenti, nella foto c'è anche Luciano, che balla come un pazzo, se lo conoscete sapete benissimo che ancora oggi a distanza di quindici anni balla sempre come un pazzo, E cosa c'entra anche questo Luciano? direte voi, c'entra che Luciano abita a New York da tantissimi anni,  e scrive i testi per i Pellicans, gruppo di musica reggae di cui ho già prodotto il primo album, e adesso stiamo per mixare il secondo.
Prendetevi un caffè o un cioccolatino, che non è ancora finita.

Altri personaggi chiave nella foto, una ragazza romana che balla pure lei, anche se presa di spalle, si chiama Fiammetta, Fiammetta era la mia fidanzata quindici anni fa, Si ma cosa c'entra adesso allora questa Fiammetta? vi starete chiedendo, Fiammetta canta in un gruppo di Roma si chiama Bébé Donge, e il basso lo suona Tommaso Calamita, che Cosa c'entra Calamita, Calamita c'entra, perché Calamita fa parte dell'etichetta Lady Lovely. Poi se volete proprio saperla tutta, insieme a Fiammetta e Tommaso Calamita suona anche Federico Jolkipalki, che sarebbe poi il fratello di Cipo, il fonico dei Subsonica, quindi questo Federico JolkiPalki suona con questa Fiammetta della foto, e suo fratello Cipo stava al mixer quando Veronica, quella leopardata, saliva sul palco dei Subsonica.
Forse era meglio un moment, più che un caffè o un cioccolatino.
In seconda fila, quella con gli occhiali è mia cugina Giovanna, ma non confondetevi che non è la stessa Giovanna di prima, è un'altra Giovanna, che sarebbe poi la sorella di Elena, l'altra mia cugina che ha postato le foto, e grande amica di Donatella, di cui parlerò dopo. Giovanna ha un marito che si chiama Paolo, il fratello di questo Paolo si chiama Daniele, Daniele fino a un paio di anni fa era il direttore dell'APM, scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, in cui alcuni dei sopra citati si sono formati come fonici e produttori, come Balistica, altri addirittura ne sono diventati assistenti ai corsi come Andrea Pollone. E poi, sempre per rimanere su Giovanna, qualche anno fa abitava nello stesso stabile di Gualtiero, che oltre ad essere stato il fidanzato di Sara, quella di cui vi dicevo prima, è stato anche il primo produttore che fece andare me e Kasko in studio di registrazione, quando il nostro primo progetto si chiamava ancora Offals.
Ironia della sorte, dopo che avevo già scritto questo post, ma aspettavo oggi per pubblicarlo, ieri mi scrive Andrea Pollone mi fa Oh, c'è mio fratello Sergio che dice che ha trovato a casa un sassofono, che  l'avevi prestato tu a Veronica quindici anni fa, che doveva essere di un tuo amico, Ah sì, gli ho risposto, dev'essere di Gualtiero.

Ultima all'appello, ma non per questo meno importante, Donatella, cugina di Sara, quella rasata, e Giovanna, quella dei Pellicans. Donatella comincerà poi a suonare il basso, ed erediterà il basso dal bassista dei Disco Inferno Paolo Bruno. Poi si trasferirà a Bruxelles, dove una dozzina di anni dopo, ovvero adesso, lei e suo marito Renato ospiteranno me, che nella foto sono quello coi capelli lunghi e i baffi, ospiteranno me e la mia metà per qualche mese.
Volete sapere che fine ha fatto quel basso lì? Quel basso lì l'ho usato ieri sera alle prove, che Donatella me lo ha prestato, e proprio con quel basso lì ho passato le audizioni come bassista di un gruppo belga di garage rock. I Driving Dead Girl.

E ora posta un'altra foto, se hai coraggio.


giovedì 27 settembre 2012

L' Aserejé del Tacatà


Quando ero ragazzino, c'era a Torino un chitarrista bravissimo, si chiamava Ludovico Vagnone.
Suonava in un gruppo di hard rock, si chiamava Knock Out.
L'album l'aveva prodotto un noto produttore italiano, si chiama Carlo Rossi.
Io li avevo conosciuti perché avevo suonato a un concerto del primo maggio a Torino in Piazza San Carlo con un gruppo, si chiamava Offals, che poi Offals senza la esse vuol dire "frattaglie", e i Knock Out avevano suonato dopo le frattaglie.
Pensarci adesso, Frattaglie sarebbe stato un nome molto più bello di Offals, ma non stiamo qui a darci la zappa sui piedi per scelte di vent'anni fa.
Ad ogni modo gli Offals erano l'embrione di quella band che poi diversi anni dopo si sarebbe chiamata WAH Companion. Sempre io, e un batterista che si chiama Kasko.
Mi ricordo prima ancora del soundcheck, c'era questo chitarrista  sul palco, seduto su un ampli, aveva i capelli lunghi e la coda, faceva delle cose impressionanti mentre aspettava, avrà suonato in tre minuti tutte le note che avevo suonato io da quando mi avevano regalato la mia prima chitarra fino a quel momento lì. E io ero ragazzino, mi piacevano quelle cose, e poi andavano ancora di moda.
La differenza tra Ludovico e gli altri era stata per me abbastanza evidente già allora, molti degli altri chitarristi metallari un po' scimmiottavano il virtuosismo americano in maniera goffa e imprecisa, Ludovico no, Ludovico suonava come uno di loro punto e basta, o almeno questa era l'impressione che mi aveva dato da ragazzino.
La moda del momento prevedeva dei discutibili fraseggi che racchiudessero l'esecuzione contemporanea di tutte le tecniche più avanzate, tipo sestine di trentaduesimi con tapping, slide, armonici artificiali, pull-off, hammer-on, whammy bar, string skipping, speed picking, alternate picking, wide vibrato.
Oppure raking, palm muting, harmonics, slide, trillo, soft vibrato, two fingers tapping, rolling, mano destra sul manico in prima posizione e mano sinistra tra settimo e dodicesimo, fino ad arrivare all'uso dei denti di hendrixiana memoria, e perché no, al più moderno trapano elettrico come generatore di rumore alla Van Halen, e per i più arditi ancora, il gran finale: plettro incastonato nella punta del Black & Decker ad imitare la cascata di note della scuola Paul Gilbert.
Paul Gilbert, apro e chiudo una parentesi, sappiate che è rinsavito, e fornisce le più sobrie e piacevoli lezioni di chitarra hard rock che si possano trovare online.
Detto questo, il gioco era mescolare tutte queste tecniche senza un minimo di senso ma riuscire ad eseguirle alla velocità della luce. Anzi no, era lenta, la luce.

Parliamo però di venti anni fa, Ludovico mi era piaciuto e il disco dei Knock Out lo avevo divorato, pieno com'era di citazioni di Steve Vai, David Lee Roth, Mr. Big e Van Halen. Qualche anno dopo avevo anche organizzato ai Knock Out un concerto nella mia scuola, credo insieme al mio compagno Massimo Gnone.
Poi da un giorno all'altro Ludovico era diventato dimostratore italiano della Parker, una chitarra talmente priva di anima da fare ribrezzo pure a me, che anima non avevo.
Poi era diventato dimostratore europeo della Parker.
Poi si era trasferito non lo so dove, forse in Spagna. Poi dopo ancora era finito a fare dei concerti enormi in Sud America con non so quale cantante, che se cercate su YouTube Ludovico Vagnone guitar solo, vedete quegli stadi pieni come li riempiono lì in Sud America, e lui che suona da solo davanti a  centomila persone.
Ma torniamo un po' indietro, a quando lì a Torino non giravano più molte notizie su Ludovico, che era in giro a fare il dimostratore della Parker.
A un certo punto, sembra che non c'entri nulla, invece poi alla fine c'entra, a un certo punto era uscito un pezzo in quegli anni lì, si chiamava Aserejé, di un gruppo di ragazze si chiamava Las Ketchup, e faceva più o meno così:
Aserejé ja de jé de jebe Tu de jebere sebiunouba Majabi an de bugui an de buididipi

Ecco, quella lì.
E divenne un tormentone. Quell'anno lì non c'era stato verso di sentire altro, se non Aserejé ja de jé de jebe Tu de jebere sebiunouba Majabi an de bugui an de buididipi

A un certo punto, a Torino giunse una voce, che quel brano l'avesse prodotto Ludovico Vagnone.
E lì insomma è stata dura.
Dopo un primo periodo di incredulità, tutti gli indizi e tutte le versioni confermavano questa cosa, in effetti Ludovico era andato via dall'italia metallaro, e c'era rientrato dalla finestra, anzi dalla radio, con un un brano che faceva Aserejé ja de jé de jebe Tu de jebere sebiunouba Majabi an de bugui an de buididipi.
Per tutti noi che ancora cercavamo di capire come Nuno Bettencourt avesse settato il delay per suonare Flight of the Wounded Bumble Bee in centoventottesimi, fu un brutto colpo sapere che Ludovico Vagnone aveva prodotto Aserejé ja de jé de jebe Tu de jebere sebiunouba Majabi an de bugui an de buididipi.
Era la fine di un'epoca. Anche quelli bravi, anche quelli veri, anche quelli bravi e veri che scappavano fuori per farcela, rientravano dalla finestra con la chitarra appesa al chiodo, e al suo posto la capacità di arrangiare un brano di dance latina. L'avverarsi del peggiore incubo insomma.
La fine di un sogno e l'avverarsi di un incubo al tempo stesso.

E non posso non trovare delle analogie con me che me ne vado dall'Italia per aprire un'etichetta in Belgio, dopo che per vent'anni tutti in Italia mi hanno detto quanto sono bravo, e io di sentirmelo dire, mi sono  francamente anche un po' rotto i coglioni, che tanto non succede mai niente.

Ecco, tutto questo in realtà, io ho raccontato tutto questo solo perché  mi serviva come preambolo.
Quello che volevo dire era un'altra cosa.

Ti ricordi di Ru? Ma si dai, quello lì degli Africa Unite… Quello lì che aveva poi la WAH Companion, che avevano fatto Kir Royale quel video con la tipetta giapponese… Ma si dai, quello lì che aveva anche fatto qualcosa con Battiato, non ho mai capito se era vero o no. Che poi alla fine aveva fatto lo studio aveva prodotto Betzy… ma si dai, quello che aveva quella testata Hiwatt con la cassa VHT… quello blues dai cazzo, che prima aveva i capelli lunghi, adesso è un po' pelato, che suonava sempre con la camicia abbottonata… quello col tatuaggio in stampatello HAVE FUN sul braccio…
- Aaaaah si si, ho capito.
- Ecco. Sai tutte le cose alternative che ha fatto, adesso abita in Belgio, sai cosa ha prodotto?
- No, cosa ha prodotto?
- Ha prodotto il Tacatà.
- No!
- Sì. Atacabrò!
Dale mamasita con tu tacatà

Dale mamasita tacatà
Dale mamasita con tu tacatà

Dale mamasita tacatà 









giovedì 5 luglio 2012

Nuovo video per i torinesi DotVibes

Ti piace il reggae nostrano?
Beccati questo!
Quattro piacevoli minuti di levare made in Torino.



Ne volete ancora?
La band è generosa, cliccate QUI per andare sul sito ufficiale e scaricare il singolo gratuitamente.
...
E poi come si dice?

...Graaazie. Ecco come si dice, si dice Graaazie.

sabato 7 gennaio 2012

My Beautiful Disco, made in Torino da Luca Saini

Ecco, una cosa molto bella nata a Torino e portata in giro per altre città.
Date un occhio a questo lavoro di Luca Saini.
Bello tutto, poco da aggiungere.
Meglio vinile che venale.


MY BEAUTIFUL DISCO - Shooting in Italy - LUCA SAINI from luca saini on Vimeo.

lunedì 17 ottobre 2011

CERCASI BRANI REGGAE

C'è una cosa online, si chiama Soundcloud, ci carichi la musica che vuoi e/o ascolti la musica che ti pare.
Se avete brani reggae/ragga/roots/dub/bla/bla/bla spediteceli e decideremo se metterli o meno sulla nostra playlist di Lady Lovely che si chiama "The Reggae Thing".

Mi trovo costretto a rifiutare ogni settimana dei brani che mi arrivano da tutto il mondo e che mi fanno cagare. E la famosa scena italiana dov'è finita? Non siete sempre tutti lì a suonare in levare, non siete sempre tutti lì a farvi fare i dischi dai miei ex soci Madaski e Baldini?
Non siete sempre tutti lì ad elemosinare una data di spalla all'Alborosie di turno?

E allora cominciamo da qua cazzo!
Non è una vetrina assurda, è un gruppo di ascolto online seguito da cento persone, ma io lo so che a pochi chilometri da me c'è roba migliore di quella che fino ad oggi mi hanno mandato, e sarebbe carino fare crescere questo gruppo tutti insieme.

Forza rastamanni, seguite la nuvoletta arancione e proponeteci i vostri brani!
Send us your sounds


Per tutti quelli che invece volessero solo ascoltare,
questa è la playlist di cui stiamo parlando.

Buona settimana.

The Reggae Thing

venerdì 5 agosto 2011

La Commissione Salvacoglioni

C'è un gruppo indie rock, viene dal Canada, si chiama City and Colour.
C'è un gruppo reggae, viene dalla Val Pellice d'Italia, si chiama Pellicans.
C'è un remix contest su un sito, si chiama Indaba, fai la tua versione di un brano dei City and Colour, la mandi, e se vinci, vinci un sacco di soldi.
C'è un coglione al Lady Lovely Studio, non vi dico come si chiama, fa un remix bellissimo mettendo la voce dei City and Colour su una base dei Pellicans, poi sbaglia mese di consegna, il contest è scaduto il mese prima.
C'è una Commissione Salvacoglioni alla Lady Lovely Label, decide con una delibera, il remix noi lo si pubblica lo stesso.

mercoledì 29 giugno 2011

Il suono della fiaccolata

Finalmente un buon motivo per riprendere in mano il blog.
Ciò che sentite qua sotto è la musica suonata ieri alla fiaccolata NO TAV a Susa.
Ringraziamo i suonatori.

martedì 10 maggio 2011

stare in un paese piccolo

Stare in un paese piccolo ci sono delle cose che fanno ridere.
Ad esempio, ci sono delle persone che conosci, e delle persone che non conosci. Quelle che conosci ti salutano. Forse. Quelle che non conosci, non ti salutano.
Se entri in un negozio e il negoziante non c'è, ma nel negozio ci sono nelle persone che non conosci, entri e dici Buongiorno, oppure dici Salve, oppure dici Ciao, beh quelle persone che non ti conoscono non ti salutano, perché non ti conoscono.
Chissà chi saluta, pensano.
Ma mica rispondono al saluto.
Poi ci sono delle volte, che magari perché si sbagliano o cosa, allora ti rispondono e salutano. Ma la volta dopo che ti vedono per strada, o nello stesso negozio, ecco, non ti salutano. Perché mica ti conoscono.
C'é un tipo che frequenta il bar qua sotto casa mia, è sempre lì, a un certo punto ho cominciato a salutarlo. E lui mi risponderva.
Ciao, gli dicevo, e lui, Ciao.
poi la volta dopo, Ciao, e lui, Ciao.
siamo andati avanti credo un anno.
Poi un giorno non l'ho salutato, ho detto vediamo se mi saluta lui.
No.
Non mi ha salutato. E neppure la volta dopo.
E ci credo cazzo, mica mi conosce.

lunedì 28 febbraio 2011

Torino e il nuovo che avanza. inarrestabile.

o che figata, Fassino!
allegria! adesso vado da Platti a comprare le paste per festeggiare.
eh sì.
proprio.
c'è proprio da festeggiare, vado da Platti a comprare le paste.
in fondo Fassino è in politica da soli quarantadue anni, cosa vuoi che siano, quarantadue anni?
quarantadue.
anni.

...e cos'è, avrei preferito proporre a sindaco l'altro, quello giovane, quello che viene dalla Democrazia Cristiana?
come fa uno giovane a venire dalla Democrazia Cristiana?
non si sa.
comunque no, non avrei preferito quello giovane che viene dalla Democrazia Cristiana.

e quindi?
e quindi allegria, Torino, vado da Platti a comprare le paste.

quarantadue.
solo questo dico.
quarantadue.
anni.

martedì 1 febbraio 2011

febbraio niente male sulla neve mele


fagioli, finocchio, ulivi punciuti fatte da mio padre, parmigiano reggiano, mela, sale, pepe, olio buono, sole e neve che si scioglie.
adieu.

domenica 30 gennaio 2011

il debito torinese secondo Chiamparino

Sergio Chiamparino, intervistasto su Radio Tre RAI, ha appena detto che il debito della città di Torino è un debito buono, perchè i soldi sono serviti per la metropolitana, le olimpiadi e la riqualificazione delle piazze, e di queste cose usufruiranno anche le generazioni future.
benissimo, signor sindaco.

punto 1
la metropolitana. la metropolitana è cosa buona e giusta, ma per ora è una linea striminzita. che è un buon inizio, ma assolutamente insufficiente e poco utilizzabile. se uno deve andare da Lì a Là bene, se uno deve andare da Su a Giu, allora ciccia.
ad ogni modo, passi la metropolitana.

punto 2
le olimpiadi. le olimpiadi sono state un disastro, stiamo parlando di impianti costruiti e già smantellati perchè inutilizzabili e con costi di gestione troppo alti.
non venitemi a dire che le spese affrontate per le olimpiadi serviranno ai miei figli. qualche strada forse, è possibile, ma le strade dovrebbero essere lavori ordinari, e non straordinari.
di sicuro mio figlio non lo butto giù col bob dalla pista costruita per le olimpiadi.

punto 3
la riqualificazione delle piazze. la riqualificazione delle piazze bisogna vedere.
sventrare le piazze per farci dei parcheggi sotto, io non lo so, dite che è una riqualifica, a me sembra una cagata. voglio dire, probabilmente è una buona cosa nell'immediato, ma a me sembra una politica tampone, non una ricerca su metodi alternativi. ci sono troppe autovetture in circolazione, c'è l'inquinamento, c'è la crisi della Fiat, prima o poi mancheranno i combustibili, cosa facciamo? sventriamo una piazza e facciamo un parcheggio sotterraneo.
a beh. lo trovo anche in contrasto col punto 1.
altra cosa sulla riqualifica delle piazze, ci sono delle piazze bellissime a Torino, è vero. molto di più oggi che dieci anni fa.
poi bisogna anche vedere cosa ci si fa, nelle piazze.
io il mondo non l'ho girato molto, l'ho girato poco.
però ci sono delle piazze, in giro per il mondo, che magari sono anche meno belle ma uno ci può fare delle cose. è pieno di gente che ci fa delle cose.
a me sembra che le piazze di Torino, ci sia solo una quantità spropositata di locali.
locali su locali.
locali, licenze per locali.
daiquiri, negroni, gin tonic, vodka tonic, ceres, menabrea, americano, martini, san simone, assenzio, gin lemon, vodka lemon, bellini, spritz, aperol, campari, insomma, le piazze di Torino sono piene di un sacco di cose.
che dici Chiamparino, ci facciamo un camparino?

martedì 30 novembre 2010

poteva andarmi peggio

questa settimana, che poi nel frattempo che scrivo è diventata la settimana scorsa, mi è successa una cosa che vale la pena dirla, anche se mi vergogno.
anzi. forse la dico proprio perché me ne vergogno, in modo da esorcizzarla.
ad ogni modo, non stiamo qui a sindacare sul perché e sul percome mi viene da raccontare questa cosa, che in fin dei conti saranno ben fatti miei, cosa devo esorcizzare e cosa no. passiamo ai fatti.

un mesetto fa un caro amico mi ha chiesto Ma sei già stato nel nuovo negozio Apple che hanno aperto alle Gru?
fino a una settimana fa, se mi chiedevi se ero mai stato al Centro Commerciale Le Gru, ti rispondevo Si, ci sono stato una volta in tutta la vita. questa settimana ci sono tornato, quindi ora se mi chiedi se sono mai stato al Centro Commerciale Le Gru, devo rispondere Si, ci sono stato due volte in tutta la vita.
la prima cosa che ho pensato quando questo caro amico mi ha detto Ma sei già stato al nuovo negozio Apple che hanno aperto alle Gru, è stata che io sono della vecchia scuola, la scuola di quelli che al Centro Commerciale Le Gru non ci si andava perché era di Silvio Berlusconi.
credo di avere sempre avuto una coscienza civica, e che questa si trasformò in coscienza politica il 26 gennaio del 1994, medesimo giorno della discesa in campo del nostro futuro presidente del consiglio, nel chiaro intento di contrastarlo nella sua partita, senza però ottenere concreti riscontri nella vita politca del paese. per farla breve, una decina di anni dopo, con la minchia sfracellata dalle mosse e dai personaggi della sinistra, la mia coscienza politica tornò al suo primo stadio di coscienza civica e buonanotte al secchio. ma questa è un'altra storia.
facciamo un passo indietro.
il 14 settembre 1988 i Metallica suonarono And justice for all al Palatrussardi di Milano, ironia della sorte a due mesi esatti di distanza dal 14 luglio 1988, giorno in cui la Fininvest di Silvio Berlusconi acquistò il gruppo Standa e con esso la catena di ipermercati a marchio Euromercato, di cui avrebbe fatto parte anche il Centro Commerciale Le Gru, in progetto dal 1987.
citando Wikipedia, Nel 1995 Berlusconi vende il ramo degli ipermercati scorporandolo dal Gruppo Standa.
ciò significa che io dal 1988 al 1995, ho avuto il mio bel da fare a boicottare il Centro Commerciale Le Gru, poi si sa come vanno queste cose, un po' per abitudine un po' che il nuovo acquirente si era poi scoperto essere la famiglia Benetton, altri buoni pure quelli, io sono sempre rimasto della vecchia scuola, che al Centro Commerciale Le Gru non ci si andava punto e basta.

alla fine questa settimana, che poi nel frattempo che scrivo è diventata la settimana scorsa, sono andato al nuovo negozio Apple che hanno aperto alle Gru.
in realtà alle Gru dovevo fare dell'altro, ma lasciamo perdere cosa dovevo fare che poi non sono riuscito a farlo, allora mi sono girate le balle e sono entrato nel nuovo negozio Apple che hanno aperto appunto alle Gru, dove ero andato per fare dell'altro.
ormai ero lì. avevo 500 euro in contanti in tasca, che dovevano servirmi per fare quell'altra cosa che poi non ero riuscito a fare. comunque nel negozio Apple, c'erano un sacco di ragazzi giovanissimi tutti con le maglie blu, tutti esperti di prodotti della mela, tutti che ti aiutano e ti spiegano, esattamente come mi aveva detto quel caro amico.
un po' come giocare a Pac Man ma al contrario, loro sono i fantasmini e tu sei il mangiatutto, solo che dai fantasmini non devi scappare, li devi prendere. e però cosa fanno loro, girano veloci tra i tavoli, visto dall'alto sembra un labirinto di siepi ma tutto bianco e pulito in perfetto stile Cupertino, loro corrono tra iPod e MiniMac, e tu dietro, poi girano, hai quasi preso un fantasmino ma TAC! c'è un altro mangiatutto prima di te che se lo mangia e gli chiede Volevo sapere per l'iPod.
e allora ti rigiri verso gli altri tavoli, vedi un fantasmino libero, gli corri incontro e via di seguito all'infinito, manca solo la musichetta.
comunque. dopo un po' mangio un fantasmino blu, gli chiedo Volevo sapere per l'iPad. il fantasmino tira fuori il suo iPad dalla pancia e mi spiega tutto, anche abbastanza bene poi cerca di convincermi a prendere l'iPad con la connessione integrata, Sarebbe bello, gli dico, ma non ho abbastanza soldi. poi cerca di convincermi ad abbonarmi a Mobile Me per sincronizzare via Wi-Fi tutte le applicazioni Apple su tutti i miei supporti hardware, Sarebbe bello, gli dico, ma non ho abbastanza soldi. allora cerca di convincermi a fare l'Apple Care Protection Plan come cazzo si chiama, Sarebbe bello, gli dico, ma non ho abbastanza soldi.
il fantasmino blu #1 mi passa al fantasmino blu #2 che cerca di convincermi a fare l'Apple Care Protection Plan come cazzo si chiama, Sarebbe bello, gli dico, ma come ho già detto al fantasmino blu #1, non ho abbastanza soldi. Sarebbe proprio importante, incalza lui, Perché la garanzia normale dura un anno, invece con l'Apple Care Protection Plan come cazzo si chiama, se ti succede qualcosa anche il secondo anno sei protetto, e tutti quei fantasmini blu che vedi dietro al bancone ti aiuteranno per qualunque cosa senza spese aggiuntive. Sarebbe bello, gli dico, ma non ho abbastanza soldi.
Sarebbe proprio importante, ribadisce il fantasmino #2, perché vedi laggiù al bancone? c'è gente che magari ha comprato l'iPad un anno ammezzo fa e il minimo che noi chiediamo per aprire un iPad, il minimo minimo sono 200 euro, invece se hai fatto l'Apple Care Protection Plan come cazzo si chiama, magari al bancone c'è gente che ha comprato l'iPad un anno ammezzo fa e non paga assolutamente nulla. io non ho detto niente.
però ho pensato Quando arrivo a casa guardo su Google, se l'iPad è uscito a marzo del 2010 tu sei un coglione.
vabè. vado a pagare. 499 euro in contanti.
mi chiede fattura o scontrino? Scontrino, gli dico, anzi no, forse posso fatturare alla mia cooperativa.
E ma io ho già battuto, mi hai detto scontrino.
eh
e vabé
e vabé che te l'ho detto io, ma cos'è, dovevi vincere il premio Speedy Gonzales dei cassieri cliccatori?
penso un attimo, 500: 10 fa 50, x 2 fa 100, bravo Ruggero, potevi pagarlo 400 scalando l'IVA, invece l'hai pagato 500.

poi niente, vado a casa, tutto bene.

dopo 48 ore esatte, 48 ore esatte, esce un comunicato sull'Apple Store online: solo per oggi iPad a 449 euro.
bene. fammi fare il conto.
450 : 10 fa 45, x 2 fa 90, 450 - 90 fa 360. insomma potevo pagarlo 360 euro anziché 500.
in quel momento ho pensato 2 cose.
la prima, che sono un cretino, che io l'IVA non la capirò mai, e non riuscirò mai ad avere una visione commerciale di nessun aspetto della mia vita. per me pagare è un baratto, c'ho dei pezzi di carta nel portafoglio, non so perché tu possa volerli, ma te li do in cambio di un iPad. per me tutto finisce qui.
la seconda, che i due fantasmini blu sono due stronzi, che avrebbero potuto tranquillamente fare finta di nulla, e senza farsi sentire, aprire sull'iPad quell' applicazione chiamata Note, e scrivere sullo schermo, senza essere visti, Aspetta due giorni cretino, che c'è uno sconto del 10%.

insomma se c'è un modo di fregarsi con le proprie mani, stai pur tranquillo che io cerco cerco finché lo trovo.

ma poteva andarmi peggio.
potevo essere un cliente Digidesign, comprare un sistema Pro Tools HD3 da tredicimila euro, e dopo un anno leggere su qualche sito che finalmente Avid ha messo sul mercato un'urna contenente le ceneri della fagocitata Digidesign sotto forma di Pro Tools for Dummies, ovvero un Pro Tools in grado (Amen) di girare anche senza hardware proprietario per l'onesto prezzo di cinquecento banane.

lunedì 22 novembre 2010

dove voglio arrivare

il fatto è che sono bloccato.
e io lo so, da cosa sono bloccato.
da un po' di mesi ho aderito a questa cosa qua, si chiama ALT Music Center, che il nome è anche un po' spocchioso, sarebbe tipo una scuola di musica a Torino ma con degli obiettivi interessanti, come un gemellaggio con Leeds, che sarebbe una cittadina dello Yorkshire. riassumendo il progetto in due righe sarebbe Cominciamo con dei corsi di strumenti musicali, poi facciamo dei corsi di musica d'insieme, poi dei corsi sulla produzione, poi registriamo delle band, poi andiamo a mixarle su a Leeds. il progetto non è proprio così, ma non è neppure così diverso. e quindi io sarei uno dei docenti. sia di chitarra, che anche di produzione, home recording, arrangiamento, e poi di music business. music business. se c'è uno che non ne capisce una, di music business, sono io. e cosa faccio? il docente. di music business. potrei insegnare tutte le mosse da non fare nel music business ad esempio. potrebbe essere una tecnica. la musica è l'unica mia forma di sostentamento da quando avevo diciannove anni, e non ho mai fatto un solo giorno di lavoro in vita mia che non fosse suonare. o mixare. o registrare. o arrangiare. o mandare newsletter. o scaricare degli scatoloni di dischi. o fare delle telefonate ai locali. o fare lo psicologo delle band che poi diventano famose al disco dopo, o creare profili su Facebook, o litigare con la siae. in effetti io oltre a suonare ho un'etichetta, si chiama Lady Lovely, pubblichiamo album stupendi e vendiamo pochissimo. qualche mese fa mi sono detto Ru, hai un sacco di esperienza in molte cose, anche se ti sono sempre e solo andate tutte di merda, vediamo se riesci a mettere queste cose a disposizione di ALT e magari si combina davvero questo gemellaggio con Leeds, che sarebbe una cittadina dello Yorkshire.
comunque.
la prima cosa che gli ho detto a quelli di ALT, è stata Io ho un blog, linkiamo il blog, così voi siete contenti che avete degli articoli di Ru Catania da pubblicare, e io sono contento che raggiungo una fetta di pubblico nuova, che non è la mia.
un po' di giorni fa mi scrive uno di ALT, mi ha scritto Abbiamo linkato il blog.
e da quel giorno mi sono bloccato, perché mi vengono da scrivere delle cose che con la musica non c'entrano nulla.
tutti quei temi che potrei trattare, che ne so, chitarre, amplificatori, virtual instrument, controller MIDI, il palco, i microfoni, i volumi nelle spie, i problemi legati al diritto d'autore, la diffusione in rete, il supporto fisico del CD, il free download, gli equalizzatori, i compressori, niente. non mi viene niente.

l'unica cosa che mi è venuta in mente è questa.
ieri abbiamo suonato a Genova. io suono la chitarra negli Africa Unite, una band reggae di Pinerolo, che sarebbe una cittadina del Piemonte.
ieri io sono venuto giù a Genova all'ora di pranzo, in furgone coi tecnici, sono arrivato sul posto prestissimo, dopo un po' che mangiavo del prosciutto in camerino, io e Bunna abbiamo preso un taxi per l'hotel, e io mi sono portato una banana, che avevo ancora fame.
sono arrivato in hotel sono andato in bagno e ho fatto la cacca. poi sono tornato in stanza e dopo un po' ho mangiato la banana, poi avevo la buccia della banana ho detto La butto nel cestino? Ma no, non la butto nel cestino, che prima di domani che ce ne andiamo chissà che odore fa, la butto nel cestino del bagno. sono andato in bagno, c'era puzza di cacca, ho buttato la buccia di banana nel cestino del bagno.
poi ho fatto un riposino. poi dovevamo tornare al locale per fare il sound check, sono entrato in bagno una terza volta, c'era puzza di cacca e banana.
allora ho pensato adesso mando un messaggio a T.Bone, che ieri ero in stanza con T.Bone ma lui è poi arrivato dopo, non è venuto in hotel prima del sound check, ho pensato adesso mando un messaggio a T.Bone, e gli dico prima ho fatto la cacca e poi ho buttato una buccia di banana nel cestino del bagno, gli dico di stare pronto che se poi entra in bagno, magari c'è puzza di cacca e banana. alla fine mi son distratto non gliel'ho mica mandato, il messaggio.
e nulla, siamo tornati al locale, abbiamo fatto il sound check, poi siamo andati a cena, poi abbiamo fatto il concerto, poi eravamo in camerino e mi è tornata in mente questa cosa, sono andato da T.Bone gli ho detto Già che siamo in stanza insieme, io ti avviso che in bagno prima ho fatto la cacca, poi ho buttato una buccia di banana, magari entri in bagno c'è puzza di cacca e banana, volevo anche scriverti un messaggio poi mi son distratto non te l'ho mica mandato, il messaggio.
e ci siamo messi a ridere.
poi questa mattina, adesso, mi sono svegliato alle sette e volevo proprio scriverla questa cosa qua della puzza di cacca e banana.
però mi sono detto Ma se adesso sei linkato al sito di ALT, non è che come primo articolo puoi scrivere una cosa sulla puzza di cacca e banana.
può un docente di music business, come primo articolo, scrivere una cosa sulla puzza di cacca e banana? no.
mi son guardato allo specchio mi son detto Non c'entra niente, col music business, la puzza di cacca e banana.
poi ci ho pensato bene. e ci ho pensato ancora.

e a un certo punto mi è venuto in mente che non è vero che non c'entra niente.
secondo me il music business, se ti affacci, puzza di cacca e banana.

martedì 5 ottobre 2010

maledetti

dice Sa, prendi la patente.
ma se prendessi la patente non avrei più tempo di scrivere sui treni, tipo adesso.
e adesso ho proprio voglia di scrivere, perché ho visto una cosa che mi son venuti dei nervosi, mi son venuti.

ieri sera ho fatto un biglietto di tipo Ticketless, quelli che fai online e non te li stampi neppure, ti danno un codice, quando arriva il controllore gli dici PUKKNG e lui ti dice Grazie. geniale.
e niente, ieri sera faccio un ticketless, questa mattina entro in stazione a Torino Porta Nuova, tutta rifatta e ripulita, arrivo davanti ai binari, c'è questo nuovo pannello enorme bello chiaro con tutte le partenze, gli arrivi, e l'ora enorme, e la data enorme, ho pensato Guarda un po' che stazione europea che han fatto alla fin fine.
poi vedo un'edicola tutta nuova scintillante, entro, c'era pieno di riviste interessanti, talmente interessanti che poi alla fine non ho comprato nulla, che Il Fatto Quotidiano l'avevo già comprato alla fermata dell'autobus, e le riviste non le ho poi prese. però mi son detto Guarda un po' che edicola europea han fatto qui nella stazione europea, alla fin fine.
guardo un po' più in là vedo una scritta Tabacchi/Tobacconist, in due lingue, non sono entrato che io non fumo, fumo pochissimo, mi son comprato il tabacco tre giorni fa tra due mesi ne butto poi via metà che sarà tutto secco. però mi son detto Guarda un po' che tabaccaio europeo, che han fatto qui nella stazione europea, Tobacconist, ci hanno scritto.
mentre rimango abbagliato da queste meraviglie manca poco che vado a sbattere in un'altra casetta, Exchange, c'era scritto, un gabbiotto con una tipa dentro che cambia i soldi, dollari, franchi svizzeri, sterline, yen, tu gli dai degli euro loro ti danno i soldi che vuoi, oppure tu gli dai i soldi che vuoi, loro ti danno degli euro, come tutte le stazioni europee che si rispettino, e allora ho pensato Guarda che pirla, adesso che abbiamo tutti l'euro mettono il cambio, che quando avevo vent'anni per andare anche solo a Briancon dovevo chidere dei franchi in banca una settimana prima. ma questo è stato il primo pensiero, che è durato davvero poco, pochissimo, in realtà poi ha prevalso il secondo pensiero che è stato Guarda un po' che gabbiotto del cambio europeo che han fatto su in questa stazione europea, alla fin fine.
dopo, ancora un po' più un là vedo scritto Super Cafe, o qualcosa di simile, non ricordo bene, mi avvicino che magari ci scappa una seconda colazione.
tutto vetri, un po' opachi un po' no, tutto un gioco di luci sulla scritta, tutto liscio, tutto di design, butto l'occhio dentro restando fuori dalla porta, vedo in lontananza il bancone e mi dico Guarda guarda che caffè europ…. no.
qualcosa non mi torna.
lo guardo da fuori, il Super Cafe e mi dico Ma io ti conosco, a te, non mi freghi.
vedo da fuori che hanno appiccicato da dentro dei fogli stampati, poi messi nei raccoglitori di plastica, e li hanno appiccicati con lo scotch sul vetro nuovo, quello bello un po' liscio e un po' opaco, per fare leggere delle cose da fuori. e già non è per niente europea questa cosa.
e allora leggo. Siete tutti invitati questa sera bla bla bla, happy hour bla bla bla, nel nostro locale bla bla bla.
in basso a destra un timbro.
Autogrill S.p.a. Torino Porto Nuovo
adesso, a parte il porto nuovo, che non sapevo a Torino ci fosse un porto, nè che fosse nuovo.
..ma Autogrill, porcaputtana. alla stazione.
non ci bastano questi ladri che tutto l'anno ci danno della merda da mangiare in autostrada facendocela pagare come stessimo mangiando da Chez le Chef, e che ci fan fare la pipì in bagni così luridi da sperare di avere presto un catetere per non dover più essere costretti a farla in Autogrill.
non ci bastava averli in autostra no? no, dovevamo metterceli anche in stazione.
allora comunque entro nel Super Cafe e mi avvicino al bancone, e capisco cosa mi aveva turbato da lontano.
eccoli. eccoli lì. tutti quanti in fila.
rustichella, lunotto, camogli, fattoria. i quattro dell'Ave Maria.

io adesso non lo so, come funzionano queste cose, non lo so com'è che uno si guadagna un posto dentro una stazione, ci saranno degli appalti, suppongo, dovrai presentare un progetto, un format, dovrai soddisfare certi requisiti.
e non lo so neppure con chi prendermela, chi è che stabilisce la gestione e l'architettura di una nuova stazione?
non dico dei treni, dico, chi è che decide quali negozi possono aprire lì dentro e quali no?
ci sarà una commissione, qualcuno avrà pur approvato un progetto, qualcuno avrà dovuto decidere chi era dentro e chi era fuori.
chi è stato? gli uomini della Bresso? gli uomini di Chiamparino? gli uomini di Cota?
non lo so.
chiunque sia stato a dare in mano alla S.p.a. Autogrill il nuovo bar della stazione di Torino Porta Nuova, deve essere scarso di sale nella zucca.
Torino qua, Torino là, Torino capitale europea, Torino Design, Torino Olimpiadi, Torino La Stampa, Torino Slow Food, Torino la regione, Torino riscopriamo la cultura, Torino riscopriamo la lingua, Torino facciamo il cioccolato buono, Torino, Torino, i famosi caffè di Torino, quelli che sono dieci anni che ci rompete i coglioni su Torinosette che c'è il caffè quello in cui ci andava Culicchia, quello in cui ci andavano i Subsonica, quello in cui si facevano i raduni di Forza Italia, il caffè aristocratico, il caffè popolare, il caffè esotico, il caffè di Porta Palazzo, il caffè dei migranti, il caffè dei calciatori.
allora facciamo la stazione europea, dentro ci mettiamo un bel caffè, a chi lo diamo in gestione?
mah, io direi, diamolo all' Autogrill S.p.a. così se uno al posto della macchina prende per sbaglio il treno, si sente a casa.


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"Mr. Holmes! ho trovato il comunicato stampa ufficiale del 2001! Era tutto scritto. Ecco, date un'occhiata qui."
"Elementare Watson. Come volevasi dimostrare, loro sapevano tutto. Un piano alla luce del sole, e dopo dieci anni Torino ne subirà le conseguenze ma nessuno saprà a chi dire grazie. L'hanno fatta franca un'altra volta.
Su, in carrozza ora! Siamo attesi per il pranzo, non vorrà certo fare aspettare i nostri commensali, vero Watson?"
"...mi perdoni Mr. Holmes... e questo documento?"
"Beh, lo pubblichi in rete e poi lo faccia sparire. E non dimentichi di vuotare il cestino in modalità sicura.
...Cocchiere, Pinerolo! Non trovate anche voi fantastico il profilo delle alpi nelle giornate di sole del primo autunno?"



lunedì 12 aprile 2010

quella strana connivenza facebookiana

oggi ho ricevuto una richiesta di amicizia su Facebook da parte di un albergo.
Albergo Tal Deitali.
e già mi puzzava, no, che io di amicizie commerciali tendo ad accettarne il meno possibile, tipo i ristoranti, tipo i negozi di tende, quelle robe lì, solitamente non le accetto. solitamente. i locali notturni è un po' più spinosa la questione perché rientrano in un certo senso nel mio lavoro di musicista, e quindi magari accetto anche quando non ne avrei voglia, tanto per essere ruffiano e fare un po' di comunella.
nulla, ricevo questa richiesta di amicizia qui dall'Albergo Tal Deitali e faccio per cliccare direttamente Ignora, poi guardo meglio, 79 amici in comune.
79 amici in comune? 'Sticazzi, mi dico, Mi sarò perso qualcosa.
Mela T, apri collegamento in un nuovo pannello.
Albergo Tal Deitali, 79 amici in comune.
pagine preferite:
la pagina di DJ Ross, che non so chi cazzo sia, la pagina di Renato Zero, che mi fa schifo, la pagina di Deodato Scanderebech, la pagina di Piossaco...
no no no aspetta, ricapitoliamo.... DJ Ross, Renato Zero, Deodato Scanderebech....
Scanderebech?
bon dai, sarà un caso di omonimia...
guardo il simbolino, è tondo e giallo, e c'è scritto Al centro con Scanderebech.
scusa. sicchè sono amico di 79 persone che hanno per amico un albergo, che poi già avere per amico un albergo, voglio dire, ma lasciamo perdere, sicchè sono amico di 79 persone che hanno per amico un albergo che ha tra le 5 pagine preferite la pagina del politico Scanderebech?
allora vado su Deodato Scanderebech, Mela T, apri collegamento in un nuovo pannello, no no, è proprio lui.
orientamento politico: Moderato
orientamento religioso: Cristiano-Cattolico
musica preferita: Pizzica, Pooh, Equipe 84, Camaleonti, Battisti.

sono basito.
allora vado su 79 amici in comune, Mela T, apri collegamento in un nuovo pannello, voglio proprio vedere chi sono.
credevo conoscenti, fans, sconosciuti insinuati viscidamente tra gli amici.
no no. ci sono tutti.
amici di infanzia, giornalisti musicali antipatici, dj, speaker radiofonici, quelli che suonano con me, quelli che hanno suonato con me, ex amanti, qualche amico gaio, valdesi perbene, pastori protestanti, negozi di dischi, musicisti che ho prodotto, musicisti che non ho prodotto, attivisti di radio alternative, punk bestia, teatri, backliner, storici locali underground, inventori di decennali slogan antagonisti made in Torino, e molto altro. toh, guarda, c'è addirittura quella signorina lì che è venuta a ballare una sera a Pinerolo per dire a tutti che si era candidata, ma non dalla parte di Scanderebech, dalla parte opposta.
tutti amici di questo Albergo che ha tra le pagine preferite Scanderebech, un Moderato Cristiano Cattolico amante della pizzica, dei Pooh e dell'Equipe 84.

un ultimo sforzo.
punto il mouse sul sito ufficiale di Scanderebech, Mela T, apri collegamento in un nuovo pannello.
eccomi sul sito del nostro eroe:
uno sguardo alle sue dichiarazioni e mi sento subito più sereno.
infatti egli, il nostro eroe, così ci rincuora:
"Il sostegno degli amici come Pippo Franco è, per me, la prova che ho fatto la scelta giusta, creando il mio nuovo partito"

torno alla richiesta di amicizia e clicco Ignora

martedì 30 marzo 2010

il concetto bressiano di astensionismo cosmico

sviluppo di un tema da uno scambio di post su Facebook

tema:
"il voto a Grillo è una forma di protesta paragonabile all'astensionismo". (M.B.)
ok, è assodato, la Bresso non capisce una minchia.

sviluppo:
un voto di protesta o di rottura è una cosa, l'astensionismo un'altra. non voglio aprire la parentesi se votare 5 stelle sia stato saggio o meno, ma intendo dire che la Bresso, non solo non ha preso in considerazione a priori, in questi anni, l'ipotesi di essere più sensibile a certi aspetti della cosa pubblica (una a caso, lo sviluppo sostenibile), ma neppure a posteriori si è degnata di riconoscerne quantomeno l'esistenza, di fronte a un dato come il 4% a questo movimento.
posso sforzarmi di immedesimarmi, metti che a priori non abbia voluto vedere l'importanza di un movimento di rottura... ma sostenere, a posteriori, col dato del 4% in Piemonte e il 7% (!) in Emilia, che il valore di questa cosa sia totalmente nullo e solo una provocazione, mi pare un po' una cagata.
quel 4% per lei non sono le manganellate in testa ai sindaci ai presidi NO TAV e neppure il fatto che lei sia in politica dal 1976 (cazzo, io nascevo), per lei quel 4% sono esattamente come l'astensionismo, cioè come gente che non è andata a votare perchè ieri era che ne so, a fare un pic nic.
anche no.
poi apri wikipedia e scopri che ha pure scritto dei grandi libri, mo vè?
ha scritto:
Il bilancio e le politiche strutturali della CEE (con altri autori), Le Monnier, Firenze, 1979;
Pensiero economico e ambiente, Loescher, Torino, 1982;
Valutazione Ambientale e processi di decisione, con G Gamba e A. Zeppetella, Roma, 1992;
Ambiente e attività produttive, 1992, Milano, Franco Angeli;
Per un'economia ecologica, NIS, Roma, 1993.
Economia ecologica, ISBN 88-16-43102-4, Jaca Book, 1997.

mi vien da dire che o ha scelto dei titoli che non c'entravano un cazzo col contenuto, oppure col passare degli anni si si è ficcata tutto in quel posticino lì, hai capito quale.

lunedì 29 marzo 2010

siam ben messi

io non ho la televisione.
anzi. ad essere sincero ne ho una rotta, che appartiene a mia madre, e ce l'ho su un mobile, incastrata dietro al divano.
quindi A, non si vede, B, non funzionerebbe manco se si vedesse.
detto questo.
nel pomeriggio ho installato un plug-in su Safari per vedere in diretta i risultati delle elezioni sul sito della Rai.
e quindi è qualche ora che faccio zapping tra varie pagine aperte sul web.
il sito del Ministero degli Interni, il sito della Rai, il sito della Stampa, Repubblica, Corriere della Sera, Twitter, Facebook e balle varie.
a parte una incongruenza incredibile, che non si sa come mai La Stampa riporta praticamente gli stessi risultati del Ministero degli Interni, mentre la Rai ha dei risultati diversi di parecchi punti, sempre a favore del centrodestra.
vabbè ma non volevo dire questo.
volevo dire che poi ero lì sul sito della Rai, adesso non c'è più lo speciale elezioni, c'è una cosa che si chiama (credo) L'isola e poi...
non so se lo conoscete, credo sia una sorta di commento alle puntate de L'isola dei famosi
beh nulla, volevo dire, di cosa cazzo stiamo parlando?
della Bresso o di Cota? stiamo parlando se piazzare o no un solo consigliere a cinque stelle?
no.
stiamo parlando di Isola e poi...
insomma volevo dire, siamo a un punto di bassezza tale che no, non possiamo farcela.
in nessun caso.
merda siamo e merda resteremo.
è proprio umanamente che non possiamo farcela.
facciamo schifo, facciamo cagare, in televisione danno L'Isola e poi..., che cosa vuoi che vinca, e che differenza vuoi che faccia?
facciamo cagare punto e basta.