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lunedì 8 ottobre 2012

Anatomia musicale di una foto su facebook

Qualche giorno fa mia cugina Elena ha pubblicato su facebook delle foto in cui ci sono io sul palco con i Disco Inferno, saranno passati quindici anni, da quel momento lì.
Che io non suonavo mica nei Disco Inferno, suonavo negli Africa Unite, ma eravamo tutta una ballotta, così si diceva a quei tempi nel periodo post-Neffa, una ballotta.

E niente, in queste due o tre foto c'è questa ballotta che comunque è tutta da raccontare, rivederla adesso. Il cantante con la parrucca blu, all'epoca si faceva chiamare Priscilla, ora si chiama Roby ed è il cantante dei Pellicans, gruppo di musica reggae di cui ho già prodotto il primo album, e adesso stiamo per mixare il secondo, che uscirà per l'etichetta Lady Lovely.
Rossano, il chitarrista dei Disco Inferno di quel periodo, era un amico carissimo di Balistica, che sarebbe poi diventato il chitarrista della WAH Companion.
Un'altra persona che c'è in una delle foto, quella persona leopardata con la parrucca viola, si chiama Veronica, era poi finita a fare delle cose con i Subsonica, e adesso non fa più niente, se proprio deve fare delle cose, fa solo più delle cosine piccole, come dei tour mondiali con Tricky.
Poi sempre in quelle tre foto lì, che la pagina su facebook è una sola ma le foto sono tre, in una di quelle tre foto lì, vicino a mia cugina c'è Sara, che è una mia carissima amica, che dal vivo è una patata, in quella foto lì è anche una patata, con lei eravamo molto amici, poi ci siamo un po' persi dopo il 2001, poi adesso da qualche anno ci siamo ritrovati, che nel 2001 lei abitava fuori dall'Italia, ci eravamo scritti delle lettere, a me era scappata questa cosa che l'undici settembre non mi stupiva ci fosse stato, e che bisognava aspettarselo, e forse almeno adesso cambiava qualcosa, nella dinamica delle relazioni internazionali. Che in effetti l'avevo forse sparata un po' grossa, anche se non è che poi adesso io la pensi in maniera diversissima, ma forse, come l'avevo detta quella volta lì, l'avevo formulata forse male. E quindi niente, dopo, per divergenze di opinioni, non ci eravamo più sentiti per degli anni.
La cosa buffa, questa Sara è la sorella di Giovanna, che ci aiuta a stare dietro ai conti (inesistenti) dell'etichetta Lady Lovely, e canta anche con i Pellicans,  gruppo di musica reggae di cui ho già prodotto il primo album, e adesso stiamo per mixare il secondo. Quindi quella rasata a zero nella foto, è la sorella di quella dell'etichetta che adesso canta con quello che nella foto ha la parrucca blu, in un gruppo di musica reggae che produco io, che nella foto sono quello con i capelli lunghi e i baffi, e adesso che ci penso non ve l'ho detto, ma a un certo punto questo qua con la parrucca blu aveva cantato anche in uno dei miei progetti che si chiamava Limite, dove c'erano Kasko, il batterista della futura WAH Companion, e Andrea Pollone, futuro WAH Companion e Lady Lovely pure lui, che era il fratello Sergio Pollone, che nella foto è un po' nascosto ma si vede, perché all'epoca era il batterista dei Disco Inferno e anche fidanzato di Veronica, quella leopardata con la parrucca viola.
Vi siete persi?
Non importa, vado avanti.

Abbracciata alla patata c'è mia cugina Elena, mia cugina Elena, quando i miei mi regalarono la mia prima chitarra elettrica, una Melody made in Italy, l'unica chitarra al mondo basata sul modello Stratocaster ma col peso di un Les Paul, io non sapevo suonare quasi niente e guardavo con invidia e ammirazione mia cugina Elena che suonava con la mia chitarra Melody e il mio amplificatore Gorilla, E cosa suonava? direte voi,  suonava I wanna be your dog degli Stooges e I don't care dei Ramones, e sì che li imparai da lei, quei riff incisi sulla pietra della storia del punk-rock.
Nella foto accanto si vede anche Lucia, che era compagna di classe di Kasko, e che ora è la moglie di Paolo Gambino detto Il Greco, che nella foto non si vede, ma sarebbe poi entrato anche lui nei Disco Inferno come tastierista, adesso non suona più nei Disco Inferno, suona con Eugenio Finardi. Che poi Lucia, rimane pur sempre la sorella di Demetrio, buon amico da cui io comprai una telecaster nera  dopo eterne serate nel loro gazebo a suonare Lynyrd Slynyrd e Rolling Stones, la stessa telecaster nera che vedete nella foto in mano a me, che sono quello coi capelli lunghi e i baffi.
Continuiamo coi nomi dei presenti, nella foto c'è anche Luciano, che balla come un pazzo, se lo conoscete sapete benissimo che ancora oggi a distanza di quindici anni balla sempre come un pazzo, E cosa c'entra anche questo Luciano? direte voi, c'entra che Luciano abita a New York da tantissimi anni,  e scrive i testi per i Pellicans, gruppo di musica reggae di cui ho già prodotto il primo album, e adesso stiamo per mixare il secondo.
Prendetevi un caffè o un cioccolatino, che non è ancora finita.

Altri personaggi chiave nella foto, una ragazza romana che balla pure lei, anche se presa di spalle, si chiama Fiammetta, Fiammetta era la mia fidanzata quindici anni fa, Si ma cosa c'entra adesso allora questa Fiammetta? vi starete chiedendo, Fiammetta canta in un gruppo di Roma si chiama Bébé Donge, e il basso lo suona Tommaso Calamita, che Cosa c'entra Calamita, Calamita c'entra, perché Calamita fa parte dell'etichetta Lady Lovely. Poi se volete proprio saperla tutta, insieme a Fiammetta e Tommaso Calamita suona anche Federico Jolkipalki, che sarebbe poi il fratello di Cipo, il fonico dei Subsonica, quindi questo Federico JolkiPalki suona con questa Fiammetta della foto, e suo fratello Cipo stava al mixer quando Veronica, quella leopardata, saliva sul palco dei Subsonica.
Forse era meglio un moment, più che un caffè o un cioccolatino.
In seconda fila, quella con gli occhiali è mia cugina Giovanna, ma non confondetevi che non è la stessa Giovanna di prima, è un'altra Giovanna, che sarebbe poi la sorella di Elena, l'altra mia cugina che ha postato le foto, e grande amica di Donatella, di cui parlerò dopo. Giovanna ha un marito che si chiama Paolo, il fratello di questo Paolo si chiama Daniele, Daniele fino a un paio di anni fa era il direttore dell'APM, scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, in cui alcuni dei sopra citati si sono formati come fonici e produttori, come Balistica, altri addirittura ne sono diventati assistenti ai corsi come Andrea Pollone. E poi, sempre per rimanere su Giovanna, qualche anno fa abitava nello stesso stabile di Gualtiero, che oltre ad essere stato il fidanzato di Sara, quella di cui vi dicevo prima, è stato anche il primo produttore che fece andare me e Kasko in studio di registrazione, quando il nostro primo progetto si chiamava ancora Offals.
Ironia della sorte, dopo che avevo già scritto questo post, ma aspettavo oggi per pubblicarlo, ieri mi scrive Andrea Pollone mi fa Oh, c'è mio fratello Sergio che dice che ha trovato a casa un sassofono, che  l'avevi prestato tu a Veronica quindici anni fa, che doveva essere di un tuo amico, Ah sì, gli ho risposto, dev'essere di Gualtiero.

Ultima all'appello, ma non per questo meno importante, Donatella, cugina di Sara, quella rasata, e Giovanna, quella dei Pellicans. Donatella comincerà poi a suonare il basso, ed erediterà il basso dal bassista dei Disco Inferno Paolo Bruno. Poi si trasferirà a Bruxelles, dove una dozzina di anni dopo, ovvero adesso, lei e suo marito Renato ospiteranno me, che nella foto sono quello coi capelli lunghi e i baffi, ospiteranno me e la mia metà per qualche mese.
Volete sapere che fine ha fatto quel basso lì? Quel basso lì l'ho usato ieri sera alle prove, che Donatella me lo ha prestato, e proprio con quel basso lì ho passato le audizioni come bassista di un gruppo belga di garage rock. I Driving Dead Girl.

E ora posta un'altra foto, se hai coraggio.


venerdì 10 agosto 2012

Teresa Numa, Monica Vitti, Dacia Maraini e il tzatziki

Monica Vitti: - L'Italia è prorpio fatta a cazzo di cane.
Signora in lutto: - Vergognate! Parlà accusì davanti a un morto!
Monica Vitti: - Ma vergognatevi voi altri. Che siete 'na manica de gran fiji de 'na mignotta.

Dalla mia amica Wikipedia:
"Teresa la ladra è un film del 1973 diretto da Carlo Di Palma.
Tratto dal romanzo Memorie di una ladra, scritto da Dacia Maraini nel 1972."
Fino a un paio di anni fa c'erano altre due cose, che non mangiavo volentieri, oltre alle carote bollite.
Lo yogurt, che mi sembrava sempre acido e mi faceva correre in bagno in due secondi netti, e il cetriolo, che invece mi piaceva ma poi lo ruttavo anche dopo il caffè, e anche dopo il caffè dell'indomani.
Adesso invece sono un paio d'anni che ci vado pazzo, sia per lo yogurt che per il cetriolo. Poi se vi interessa vi rassicuro, non devo più ruttare né correre in bagno. Non so come mai, ma tanto meglio così.
L'apoteosi è stata ieri, che sono riuscito a preparare un tzatziki quasi perfetto.
Prendendo ancora in prestito dalla mia amica Wiki:
Lo tzatziki (in greco τζατζίκι, in bulgaro снежанка e in armeno cacık) è un tipo di antipasto grecobulgaro e armeno usato anche come salsa o contorno.
Descrizione
La base comune a tutte le principali tradizioni viene preparata con yogurt, generalmente di pecora o di capracetrioli, in forma di purea o finemente spezzettati, agliosale e olio d'oliva.
Io questo tzatziki l'ho scoperto solo un mese fa, che in Grecia non ci sono mai stato, l'ho scoperto in Liguria. Pensa te i casi della vita, un piemontese parte da Bruxelles per scoprire una salsa greca in Liguria. Adesso che lo conosco poi, mi sembra che fossi solo io a non conoscerlo, questo tzatziki, vedo solo gente che mangia tzatziki, gente che prepara tzatziki, gente che compra tzatziki, tutti che parlano di tzatziki, adesso almeno so cosa dire, durante queste conversazioni sul tzatziki, almeno adesso posso dire  delle cose tipo Ah si, il tzatziki!
Prima invece non sapevo cosa dire, quando si parlava di tzatziki, e adesso con le olimpiadi ancora peggio, che io non ci capisco niente neppure di quelle, Tzatziki sarebbe diventata una parola  che mi sarei fatto di sicuro delle brutte figure, adesso con le olimpiadi.
Tipo a cena da amici.
- Hai visto il tzatziki?
- Eh ho visto, potevo rispondere, Va veloce da dio!

Per tornare a noi, alla fine per me Monica Vitti è un po' come il tzatziki, una volta non la sopportavo, mi ricordo quando ero bambino ai miei genitori piaceva un sacco, io non la potevo vedere, non la digerivo.
Sempre a fare 'ste scene in cui si prende le botte sulla spiaggia, sempre con quella voce rotta, e io non capivo se a vederla avrebbe dovuto farmi ridere o farmi piangere. Mi innervosiva e basta.
Sophia Loren, Sophia Loren la capivo anche da bambino. La scena dello spogliarello di "Ieri, oggi, domani" con Marcello Mastroianni sul letto che la guarda, non si può non capire, è uno spogliarello, e lei è una bella topa, c'è poco da capire.
Monica Vitti invece, sempre che piagneva, che se pijava 'e botte, 'na donna distrutta, sventurata, e che due coglioni!
Ma adesso, cosa posso dire adesso?
Va bene dai. Mi sono innamorato anche del tzatziki.


sabato 7 luglio 2012

Il sesso spiegato ai carabinieri

Io non lo so perché, ma questa mattina mi sono svegliato, a colazione mi è venuto in mente un ricordo ben preciso.
Che poi, colazione, colazione è un'altra cosa. Colazione è quando ti siedi c'è della frutta, dei cereali, del latte, del tè, del caffè, dei toast, del pane, del burro, della marmellata, della torta, dei biscotti, ecco, quella lì è una colazione, oggi ero in piedi in mutande e maglietta a mangiare dei grissini intinti nel miele.
Ad ogni modo ero lì in mutande che mangiavo un grissino intinto nel miele, mi è venuta in mente quella volta di cento anni fa che ero andato a trovare la mia fidanzata. Che cento anni fa la mia fidanzata non era la stessa fidanzata di adesso, infatti sono anche un po' imbarazzo, parlare delle mie ex fidanzate, che il mio blog mi sa che il papà della mia fidanzata di adesso, mi sa che il lui il mio blog lo legge, non è mica molto carina questa cosa che lui poi si ritrova a leggere delle cose che scrivo io sulle mi ex fidanzate, che lui è il papà della mia fidanzata di adesso. Però l'unica cosa che mi viene in mente a riguardo che potrei dire, citando una mia ex fidanzata, fortunatamente la stessa di cui stavo per parlare e non un'altra, che sarebbe stato ancora più brutto, a me l'unica cosa che mi viene da dire riguardo a questa cosa, che a me pare brutto che il papà della mia fidanzata di adesso possa leggere sul mio blog dei post che riguardano le mie fidanzate di prima, l'unica cosa che mi viene da dire è "Eh, oh."
Quindici righe, mi sono già perso.
Insomma una volta, cento anni fa ero andato a trovare la mia fidanzata, non so se avevo suonato io in un locale o se eravamo andati a sentire un concerto, eravamo in macchina, la sua, che io non ho la patente figurati la macchina, alla fine abbiamo bevuto qualcosa in questo locale, poi con la sua macchina dovevamo tornare a dormire a casa dei suoi. Casa dei suoi, i suoi era della gente un po' per bene, certe cose non si potevano fare dentro casa, allora certe faccende era meglio sbrigarle prima di rientrare. Invece casa mia, ad esempio, i miei sono sempre stati dei poco di buono si poteva fare tutto a casa tra delle lenzuola pulite, pensa un po' che poco di buono che erano i miei.
Allora usciamo dal locale, avevamo anche un po' bevuto, dovevamo fare un pezzo vicino all'autostrada, c'è presa una voglia che non si poteva capire, siamo finiti in una via piccolina senza luci che costeggiava l'autostrada, era una via sterrata c'era tutto buio. Poi a un certo punto la via girava a destra perché davanti c'era una rete che divideva da un'altra autostrada, o uno svincolo, o una statale, insomma non lo so, c'era una rete di quelle verdi a rombi. Allora noi c'era presa una voglia che non si poteva capire, siamo scesi dalla macchina, che a me già non piace la macchina di per sé, figurati fare delle cose in macchina, allora siamo scesi.

Adesso senza entrare troppo nei particolari che questo blog ha pochissimi lettori, tra quei pochissimi dimmi te se devono esserci anche i miei genitori e i genitori della mia fidanzata, senza entrare nei particolari, lei spegne la macchina, davanti a noi c'era la rete, cosa vuoi fare, abbiamo usato la rete. Lei guardava le macchine che passavano, io lavoravo.
Dopo un po' che lei guardava le macchine che passavano e io lavoravo, un po' il rumore dell'autostrada, un po' le birre, un po' che stavamo lavorando, non ci siamo accorti, a un certo punto prima era buio, dopo si accende un faro proprio su di noi.

Ora io non vorrei fare leva sull'aspetto erotico o morboso, vorrei fare leva sull'aspetto tragicomico. Ricapitoliamo, eravamo in una stradina buia, lei aggrappata alla rete che guardava le macchine, io dietro di lei con le chiappe al vento, e dietro le mie chiappe una macchina dei carabinieri che ci puntava il faro quello che hanno sul tetto, quello per le operazioni notturne, per le rapine, per i sequestri. Che io già sono bianco, figurati un faro puntato sulle chiappe, non erano due chiappe, erano due alogene.
Dopo un paio di secondi che io ero lì tutto illuminato, a quel punto non lavoravo più, mi ero messo in pausa, sono stato fermo immobile, come quegli animali che se li illumini per strada di notte anziché scappare rimangono pietrificati chissà cosa pensano, ecco, io ho fatto così.
La macchina fa ancora qualche metro, a un certo punto uno di questi scende dalla macchina e si avvicina, e lì ho capito che la tecnica dell'immobilità non avrebbe portato da nessuna parte e ci siamo ricomposti, per quanto possa ricomporsi davanti a un faro, nel tempo di cinque passi, uno che fino a un attimo prima stava lavorando.
Insomma arriva questo carabiniere, che noi fino a trenta secondi prima eravamo a lavorare aggrappati alla rete con le chiappe di fuori, arriva il carabiniere in controluce, quindi non arriva un carabiniere, arriva una sagoma di carabiniere, noi ancora tutti un po' scomposti, la sagoma arriva e ci fa:

"Cosa stavate facendo?"
Così ci ha chiesto, "Cosa stavate facendo?"




Ecco, il post è finito qua, se adesso anche voi volete partecipare al giochino e spiegare alla sagoma di carabiniere cosa stavamo facendo, prego, lo spazio è a vostra disposizione.

sabato 23 giugno 2012

Due pesi due misure - come fu che Betzy conquistò Parigi -


Ieri, che poi nel frattempo è diventato l'altro ieri, abbiamo suonato con Betzy a Parigi nella seguente formazione:
Fabio Cussigh Betzy: voce, chitarra acustica
Ru Catania, che sarei io: chitarra elettrica e cori
Raphael Dodemont: piano elettrico, glokenspiel e fischio dell'usignolo

Partivamo da Bruxelles, che avevamo fatto le prove a Bruxelles, io e Raphael siamo andati in macchina, guidava lui che io non ho la patente, figurati la macchina, Betzy ha preso un autobus la mattina presto, avevamo appuntamento direttamente sul posto del concerto a Parigi, anzi, vicino a Parigi.
Io e Raphael arriviamo sul posto, e con noi arriva subito un diluvio che io un diluvio così in tutta la mia vita l'avevo visto solo una o due volte, poi a un certo punto, anzi diciamo quale punto, ovvero un'ora dopo l'ora prevista per il soundcheck e Betzy non si era visto, a quel punto lì vedo sul telefono una sua chiamata, sua di Betzy, allora lo richiamo, e più o meno il tono della telefonata è stato il seguente:
(Betzy urla come una bestia)
Ma alloraaa!
Non è possibileee!
Questa mattina in quella stazione di merda di Schaerbeek non c'era nessunooo!
E poi ho chiamato un taxi non c'erano i taxiii!
E poi sono andato alla Gare du nord  e ho pestato una merda e non c'era nessuno in quell'altra stazione di merdaaa!
Sono arrivato a Parigi con un'ora emmezza di ritardo per questo autobus di merdaaa!
A Parigi c'era un casino pazzesco ho preso una metro di merda non ho manco magiatooo!
E poi sono arrivato qui con la metro numero tredici e non so neppure dove sonooo.
E ora sono qui in mezzo a una strada non so neppure dove sonooo!
E sono tutto bagnato fradicio sto camminando a bordo dell'autostrada e non c'è nessunooo!
E non so neppure dove sonooo!
E non so neppure dove sieteee!
E sono bagnato fradicio come una merdaaa!
E mandami le indicazioni che con questo iPhone di merda se non ho la connessione non posso aprire l'allegato con le indicazioniii!
E tu non avevi il navigatore perché ce l'avevo io e tu non me lo hai neppure chiesto perché tu non parli con me delle cose che ti servono e invece io avevo il navigatore e adesso non me ne faccio niente di un navigatore di merdaaa!
E non so neppure in quale stazione sono scesooo!
Ma non è possibileee!
Ma cosa devo fare, adesso mi sono rotto i coglioniii!
Adesso tu risolvi questa cosa, e qui c'è un bar di merda chiuso e io non mi muovo più che mi sono rotto i coglioni, l'hai capito che mi sono rotto i coglioniii?
E io sono, qui tutto bagnato, e non so dove andare e non so neppure dove sonooo!
E ho tutta la maglietta bagnataaa!
E ho tutti i pantaloni bagnatiii!
E però io questa sera devo cantareee!
E non è possibile un viaggio così, ma dove siamo, che sono in viaggio da questa mattina alle sei e ora sono qui, tutto bagnato su una strada da un'ora ammezza e non so neppure dove sonooo!
Allora dimmi dove devo andare, dimmi il numero di un taxi, venite a prendermi, dimmi qualcosa, dimmi cosa devo fare che io sono qui, tutto bagantooo!
E non è possibile una cosa cosììì!

Io gli dico Bon, stai calmo, adesso mando qualcuno a prenderti. Ho chiesto a qualcuno della produzione allora poi hanno mandato un runner.

Dopo un po' arriva Betzy tutto baganto, neppure poi troppo a dire il vero, insomma bagnato era bagnato ma temevo peggio, e nel frattempo si era sparsa la voce che questo Betzy, l'artista italiano arrivato dal Belgio, era per la strada a piedi sotto la pioggia.
Allora si avvicina subito subito l'assistente di produzione, nella fattispecie quello che in ricercato gergo concertistico si chiamerebbe una topa, si insomma una bella topa, come dice Leslie Nielsen in Una pallottola spuntata.
Una bellissima ragazza parigina vestita tutta di nero con una cartellina in mano e i capelli sciolti, il look di una rocker in serata elegante, si avvicina a Betzy, Je sui desolée, gli dice.
Betzy la guarda negli occhi per due secondi e poi spostando lo sguardo sull'orizzonte che si stava rasserenando risponde con voce calda ma sicura:
Naaah. Don't worry, I was in the army.

mercoledì 16 maggio 2012

L'assurdo come stile di vita


        (la ragazza esce sul balcone)
- Brrr, che freddo, oggi ci va proprio il cappotto!
        - - - 
- Ciao, io vado.
(la ragazza esce di casa senza cappotto)



Io delle volte non lo so se faccio parte di una vita normale, insieme a delle persone normali, oppure se io e le persone che mi stanno accanto siamo completamente squinternati.
Il monologo sopra, ad esempio, uno dice Bello, Waiting for Godot, l'ho letto al liceo.
Invece no, il monologo sopra è la mia fidanzata.

mercoledì 14 dicembre 2011

Tribute band? No grazie, preferisco i Wolfsbane!

Qualcuno di voi si ricorda i Wolfsbane?
Male.
Dico Male, perchè lo so che nel vostro cervello la fulminea risposta è stata "no".
Ad ogni modo, i Wolfsbane furono una band di minore importanza nella scena metal inglese di quando ero ragazzino, ma l'album ce l'avevo ed era una bella botta, me lo ricordo con piacere. Era intitolato Live Fast, Die Fast, ed era prodotto niente meno che da Rick Rubin. Parliamo del 1989, per intenderci.
Io avevo 13 anni, una ragazza di Modena il cui nome cominciava con la lettera "i", ragazza dall'indicibile bellezza, arrivò un un bel giorno a turbare il mio quieto vivere in Val Pellice, sfoderando autografi di James Hetfield e foto che la ritraevano abbracciata a Dave Mustaine vestita come una una di quelle patate dei video dei Moltey Crue. A ben pensarci, non che in Val Pellice si fosse poi adattata al tipico costume valdese, diciamo così.
Insomma fu lei a registrarmi, rigorosamente su cassetta, l'album di esordio dei Wolfsbane.
Era un ottimo album, e sarebbe stato un ottimo album anche se mi avesse fatto cagare, viste le circostanze.
Io e "i" ci baciammo per interi pomeriggi, poi finì che lei mi invitò a casa sua, i suoi genitori uscirono, e io non ci feci l'amore perché ero innamorato della mia fidanzata, o almeno questo fu ciò che mi uscì dalla bocca, ammesso che avessi una fidanzata, francamente non ricordo.
Dovessi fare una classifica degli errori più grandi della mia vita, questo lo metterei sicuramente tra i primi cinque, ma è una questione molto personale, andiamo oltre.
Da quel giorno tutto cambiò velocemente e successero un sacco di cose, ad esempio io e "i" non ci vedemmo più, e Balze Bayley dei Wolfsbane finì col rimpiazzare il frontman Bruce Dickinson nella band che al momento era forse la più famosa al mondo. Gli Iron Maiden.

Qua sotto c'è un interessante documentario sulle tribute band, con interviste e colpi di scena.
Dove sta il nesso, direte voi?
Il nesso sta a 47'26'', perché la descrizione di libertà artistica del pacato Blaze Bayley, vale da sola tutto il filmato.


sabato 20 agosto 2011

Andiamo bene

Cara, visto che oggi l'avrai sentito cento volte, cosa ne pensi del brano che sto mixando? Perchè non mi hai detto nulla, e se non mi hai detto nulla, vuol dire che non ti piace.
- Beh, diciamo che la base sembra un po' quella dei baracconi del luna park.
Andiamo bene, è l'unica cosa che ho fatto io.
- Oh, scusa.
Figurati, immaginavo. Piuttosto, cosa intendi per baracconi del luna park? In che senso?
- Cioè non baracconi, come posso dirti... diciamo che sembra una base da karaoke o da pianobar.
Perdonami un attimo vado a scrivere una cosa sul blog.
...
...
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venerdì 4 febbraio 2011

la signora-telefonata

prima sono andato alla posta, la signora prima di me quando è arrivata allo sportello ha detto Ho un problema col conto di mio figlio, sono stata telefonata e mi han detto che è sotto.
a me veniva da ridere.
la ragazza allo sportello, non la signora, quella dall'altra parte dello sportello, quella che lavora alla posta, si vede che non aveva sentito bene ha chiesto di ripetere, al che la signora da questa parte dello sportello, quella prima di me, ha ripetuto a voce piena scandendo bene le parole, Sono stata telefonata!
allora io ho preso il mio vecchio Samsung dalla tasca e ho scritto un sms a mio papà, gli ho scritto così:
Alla posta una signora ha appena detto Sono stata telefonata.
lui mi ha risposto subito con altri due o tre esempi, che mio papà va matto per questo genere di cose.
a me veniva da ridere.
mi sono immaginato quella signora che Era stata telefonata, in un'altra vita.

...Eh si, Alice, tu non lo puoi sapere ma si nasce e si muore, poi si rinasce e si rimuore, infinite volte. E a seconda di come ci comportiamo, ogni volta rinasciamo con una forma diversa, se ci comportiamo bene, rinasciamo cose più belle, se ci comportiamo male, rinasciamo cose più brutte.
- Ooooh... nonna, e tu cos'eri?
Beh Alice, la nonna è stata molte cose. La nonna è stata cavallo, omino di marzapane, la Regina Elisabetta, una volta addirittura sono stata telefonata.
- Sei stata telefonata?
Si si, hai capito bene! Sono stata telefonata! Ma devo essere stata una bella notizia, perché ora come vedi sono nonna.
- Ooooh... nonna, anche io da grande voglio essere telefonata!

a me veniva da ridere.
poi sempre mentre ero in coda dietro questa signora-telefonata, mi è venuta in mente una cosa che non c'entra assolutamente nulla però è anche un po' simile.
c'è un mio caro amico, un musicista, uno che bazzica a Torino, uno conosciuto, una volta ne ha sentita una bella.
per chi avesse il dubbio, No, non sono io, non sto parlando di me, è uno che suona un altro strumento, non la chitarra.
comunque erano a suonare in giro, non so dove, che questo è uno che va molto in giro a suonare, magari anche con gruppi diversi, ma ora non posso dirvi tutto, beh questo mio amico, che non sono io, era in giro a suonare con qualche gruppo.
poi lo so, che più dico che non sono io, più voi penserete che io stia parlando di me, invece no, giuro, è uno di un'altra valle, e No, non stiamo parlando di quello alto coi capelli strani.
adesso basta però
dicevo.
questo mio amico era in giro a suonare con qualcuno, poi dopo il concerto, si becca una tipa, credo si dica così, beccarsi una tipa, insomma questo mio amico si becca una tipa e cominciano a cincischiare.
poi non so esattamente, che io non c'ero quella volta lì, ma nell'ambiente è diventata ormai un grande classico, insomma, è un episodio conosciuto.
insomma io non so poi se fossero in camerino, se fossero in una stanza di albergo, o dove fossero.
però questo mio amico è anche uno un po' impaziente no, non è proprio uno che te le manda a dire, e dopo un po' che la tipa cincischiava, si vede che la tipa ha capito che doveva smetterla di cincischiare, e allora questa tipa, non so se fossero in camerino, in una stanza d'albergo o dove fossero, questa tipa guarda negli occhi il mio amico e scandendo le parole esattamente nello stesso modo in cui ha fatto oggi la signora prima di me alla posta, solo con un accento del sud anziché del nord, insomma lo guarda negli occhi e gli fa:
Lo vuoi leccato?
così gli ha detto, Lo vuoi leccato?

e l'aneddoto sarebbe anche finito qua.
ci tengo però a sottolineare che in realtà non so come finì la storia, perché giustamente, il racconto dell'episodio è sempre finito lì, sul Lo vuoi leccato, poi sapere se quel mio amico aveva poi finito con l'averlo avuto leccato o meno, non è neppure così interessante.
e poi comunque, conoscendolo, dubito che abbia opposto resistenza al fatto di poterlo avere avuto leccato.
quindi quasi sicuramente, quella famosa volta quel mio amico lì l'avrà avuto leccato, a meno che sul più bello, lei non sia stata telefonata.

giovedì 21 ottobre 2010

sarà che Balistica mi ha detto di comprarmi una chitarra acustica

ho sognato che ero all'estero con la mia morosa e passavamo un controllo tipo aeroporto, o metropolitana. consegnamo i documenti, passiamo il check, poi dopo il metaldetector o quel che era, ci ridanno i documenti.
…Goodmorning sir, here you are your passports, Ruggero Catania and Norman Blake.
No aspetti, la mia compagna non è Norman Bla….
NORMAN BLAKE?????
prendo il documento mi giro Hey Norman!!
su gira un tipo insieme a un altro tipo, che poi non era affatto Norman Blake, però era proprio lui, I've got your Passport, gli dico.
avevano una bella custodia nera, bella grande, una a testa.
Well, nice to meet you I'm a huge fan of you!
cioè glielo dicevo io a lui eh, non lui a me.
e così ho conosciuto Norman Blake.

Norman Blake per chi non lo sapesse è un chitarrista bluegrass, country, insomma.
e non voglio leggere commenti di psicologia da quattro soldi che preferisco la chitarra alla figa, siamo intesi?
loro convivono benissimo nei miei pensieri. Yin e Yang.

mercoledì 8 settembre 2010

Bologna

Bologna non si può camminare, poco poco che uno è distratto inciampa in dei pezzi di figa.

domenica 4 aprile 2010

#1 - non fidarsi

l'altra sera ero in un locale, ho conosciuto una ragazza molto giovane.
anzi no.
l'altra sera ero in un locale, ho conosciuto una ragazza troppo giovane.
bella, bellissima.
l'altra sera ero in un locale, ho conosciuto questa ragazza troppo giovane, bella, bellissima, che a un certo punto mi fa Ma tu quanti anni hai?
Trentaquattro, le dico.
Ah, fa lei, cazzo davvero? sembri più giovane.
credevo di aver sentito male le ho detto Come scusa?
mi fa No, dico che sembri più giovane.
dopo ho fatto un giro per il locale, c'era un posto facevano l'assenzio.

domenica 14 febbraio 2010

GLI INCIDENTI DIPLOMATICI

quattro anni fa stavo camminando mano nella mano con la Esse, eravamo molto innamorati.
a un certo punto per tagliare la città siamo finiti in mezzo a un parco e c'era uno stagno o qualcosa di simile, e dovevano esserci credo delle oche o delle anatre, perchè a un certo punto si è sentito Qua-qua-qua... queeee-qua-qua-qua...
mi son girato verso la Esse le ho detto Come, scusa?
poi lei mi ha tirato un ceffone, ma per finta, in realtà rideva.